Report | Rapporto sulla sicurezza 2024

Report | Rapporto sulla sicurezza 2024

Rapporto sulla Sicurezza Informatica 2024

Report | Rapporto sulla sicurezza 2024

C Y BER SECURIT Y REPORT

I TA L I A

2024

2CHECK POINT SOF T WARE | SECURIT Y REPORT 2024 ITALIA

Y O U D E S E R V E T H E B E S T S E C U R I T Y

3CHECK POINT SOF T WARE | SECURIT Y REPORT 2024 ITALIA

INTRODUZIONE AL SECURIT Y REPORT 2024 IN ITALIA

4 Editoriale

5 Sintesi

CAPITOLO 1 CONTESTO DEL PANORAMA DELLA CYBERSECURITY

CAPITOLO 2 TENDENZE DELLA CYBERSECURITY IN ITALIA NEL 2024

CAPITOLO 3 CONTESTO DEL PANORAMA DELLA CYBERSECURITY

CAPITOLO 4 GOVERNI E ISTITUZIONI PUBBLICHE

CAPITOLO 5 INTELLIGENZA ARTIFICIALE

CAPITOLO 6 DIGITALIZZAZIONE DELLE AZIENDE E SICUREZZA NEL CLOUD

CAPITOLO 7 UN NUOVO VETTORE DI ATTACCO ARRIVA DALL’INTERNO DELLE AZIENDE

CAPITOLO 8 IMPATTO DEL REGOLAMENTO NIS2

CAPITOLO 9 LE SOLUZIONI DI CHECK POINT PER COMBATTERE LE MINACCE INFORMATICHE

04

08 13 16 19 21 24 27 29 32

I N D I C E D E I C O N T E N U T I

C R I S T I A N O V O S C H I O N Country Manager, Check Point Software Italia

4CHECK POINT SOF T WARE | SECURIT Y REPORT 2024 ITALIA

Nell'era digitale in cui viviamo, la sicurezza informatica rappresenta una sfida cruciale per istituzioni, aziende e individui, costantemente esposti a una complessità crescente e a un'intensità senza precedenti di attacchi cyber. L'evoluzione tecnologica e l'Intelligenza Artificiale hanno giocato un ruolo ambivalente: se da un lato sono diventate strumenti preziosi nella difesa contro le minacce informatiche, dall'altro hanno fornito ai criminali nuove e potenti armi, facilitando la creazione di malware sempre più sofisticati e distruttivi.

In questo scenario, il ruolo dei CISO (Chief Information Security Officer) diventa sempre più strategico. Essi non solo devono essere pienamente consapevoli dei rischi che minacciano le loro organizzazioni, sia internamente che esternamente, ma devono anche fornire una leadership solida e proattiva per affrontare le nuove sfide del panorama della sicurezza informatica.

Il 2023 ha inoltre evidenziato un preoccupante aumento degli incidenti di sicurezza nel cloud, con il 61% delle organizzazioni a livello globale che ha subito almeno un attacco riuscito, rispetto al 24% dell’anno precedente. Questa tendenza sottolinea l'urgenza di affrontare le vulnerabilità legate al cloud, in un contesto reso ancora più complesso dalla carenza di esperti di sicurezza informatica. Secondo il Cloud Security Report 2024, ben il 76% degli intervistati ha segnalato una mancanza di competenze specializzate all'interno delle proprie organizzazioni. Questa carenza rappresenta una sfida critica, soprattutto considerando che il 40% delle aziende vede nella prevenzione e mitigazione delle minacce la sfida principale, ma solo il 21% ritiene di essere in grado di darle la priorità. Questo gap suggerisce una percezione diffusa di inadeguatezza rispetto alla capacità di prevenzione.

Check Point Software ha redatto questo report con l’obiettivo di fornire un'analisi approfondita della situazione della cybersecurity in Italia, delineando i rischi attuali e futuri e offrendo soluzioni concrete per contrastare la criminalità informatica, proteggendo la nostra vita digitale.

Cristiano Voschion Country Manager, Check Point Software Italia

C H A P T E R 1

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L’Italia non si sottrare al crescente trend generale

di attacchi informatici sempre più estesi, sofisticati

e intensi. Negli ultimi sei mesi le organizzazioni e

le aziende nel nostro Paese sono state sottoposte

in media a 1.896 attacchi settimanali, oltre 200 in

più rispetto alla media mondiale.

Anche nel nostro Paese la trasformazione digitale

ha ampliato il campo di attacco: il 65% dei malware

è stato distribuito via e-mail, soprattutto attraverso

i file .exe (54%), xls (16%) e pdf (10%). Le principali

minacce informatiche provengono da RAT,

Botnet (FakeUpdates, Androxgh0st), Infostealer

(Formbook) e Downloader (FakeUpdates).

Si rileva che l’incremento degli attacchi è

trasversale ai diversi tipi di malware che

minacciano il nostro Paese. Negli ultimi sei mesi

abbiamo, infatti, assistito ad un incremento di

attacchi Botnet (+1,89%), Ransomware (+1,22),

Infostealer (+0,35%) e di malware per mobile

(+0,36%).

Il contesto delle minacce informatiche vede,

inoltre, una crescita dell’hacktivismo, sempre più

organizzato e con confini sempre più labili per le

operazioni informatiche statali, un incremento

delle minacce a reti basate su cloud e l’utilizzo di

strumenti apparentemente legittimi.

Infine, per completare il panorama italiano, è stato

rilevato come tipo di exploit di vulnerabilità più

comune l'Information Disclosure con un impatto

sul 70% delle organizzazioni, seguito dal Remote

Code Execution con un impatto del 69%.

Istruzione e Ricerca, Governo e Militare,

Comunicazione i settori maggiormente presi di

mira

In Italia i settori più bersagliati da attacchi

informatici risultano essere l’Istruzione/

Ricerca, il settore governativo/militare e quello

della Comunicazione, con un notevole aumento

soprattutto per l’Istruzione e il settore governativo

militare, che rispetto al semestre ottobre 2023 –

marzo 2024 hanno rispettivamente quasi e più che

raddoppiato il numero di attacchi. Anche il settore

retail ha notevolmente incrementato il numero dei

cyber attacchi, mentre il quello bancario ha visto

ridurre il numero delle minacce subite.

In particolare, l'aumento degli attacchi al settore

retail, particolarmente significativo durante

il Black Friday, è dovuto al grande volume di

transazioni e di dati dei consumatori trattati,

alla crescente digitalizzazione, alla complessità

della supply chain e alla mancanza di una solida

infrastruttura di sicurezza informatica.

Gli strumenti di intelligenza artificiale generativa

sono stati utilizzati per creare malware e tattiche

di social engineering.

Un elemento chiave che si è aggiunto al panorama

della cybersecurity è l'intelligenza artificiale, che

Sintesi

S I N T E S I

6CHECK POINT SOF T WARE | SECURIT Y REPORT 2024 ITALIA

ha fatto irruzione sia per facilitare gli attacchi, con

un aumento del 38% dal 2022, sia per sviluppare

difese più avanzate. Gli strumenti di intelligenza

artificiale generativa sono stati utilizzati per

creare malware e tattiche di ingegneria sociale

che, in periodi ad alta intensità elettorale come

quello che stiamo vivendo nel corso di questo

2024, rappresentano una sfida importante

perché possono costituire una vera minaccia per

i processi democratici. I deepfake, per esempio,

creati attraverso la sincronizzazione labiale, la

sostituzione del volto e il doppiaggio della voce,

vengono utilizzati per ingannare con messaggi

fasulli che imitano manager aziendali e leader

politici, minacciandone la reputazione e la stabilità

finanziaria, oltre a destabilizzare le democrazie

e a minare la fiducia del pubblico. Check Point

Research ha rilevato deepfake in un terzo delle

campagne elettorali analizzate.

Per combattere la disinformazione, è

fondamentale implementare misure legislative

e tecnologiche e promuovere la collaborazione

tra fornitori di IA, autorità di regolamentazione,

media e società. La piattaforma completa di Check

Point Software integra elementi di upgrade come

Infinity ThreatCloud AI, con oltre 50 motori dotati

di funzionalità e capacità basate sull’intelligenza

artificiale per la prevenzione in tempo reale, e

Infinity AI Copilot, che utilizza l'automazione per

accelerare l'amministrazione della sicurezza fino

al 90% e aumentare l'efficacia della sicurezza

attraverso una mitigazione e risposte più rapide

agli incidenti.

Le aziende di tutte le dimensioni continuano a

essere un obiettivo primario per gli attacchi. La

digitalizzazione sta crescendo in modo significativo

e questo percorso amplia il panorama delle

potenziali minacce.

Secondo Gartner, l’AI generativa non ha ancora

avuto un impatto concreto sugli acquisti ma

entrerà a pieno regime nei budget 2025. La spesa

per la sicurezza informatica avrà una parte

cruciale: l’80% dei CIO ha dichiarato infatti di voler

aumentare la spesa per la cybersecurity nel 2024,

facendone la principale categoria tecnologica per

maggiori investimenti.

Per sostenerle, il PNRR e gli aiuti finanziari

contano fino a 209 miliardi di euro dai fondi Next

Generation Italia.

A fronte di questo sforzo innovativo, è

comprensibile che il 76% delle aziende sia

preoccupato per l'aumento degli attacchi,

soprattutto per le reti cloud based, dove il 58%

prevede di archiviare più della metà del proprio

carico di lavoro e dove gli attacchi sono raddoppiati

negli ultimi due anni. I problemi di configurazione e

la gestione dell'accesso a più soluzioni di sicurezza

sono sfide importanti e il 90% degli intervistati

preferisce un'unica piattaforma di sicurezza cloud,

come Check Point CloudGuard, per semplificare

l'amministrazione.

S I N T E S I

7CHECK POINT SOF T WARE | SECURIT Y REPORT 2024 ITALIA

È fondamentale investire in sicurezza informatica

per proteggersi da un nemico che è sempre

più presente e con lo sviluppo delle nuove

tecnologie sempre più in grado di infiltrarsi e

coinvolgere nelle azioni di attacco personale

interno all’organizzazione. Il Darkweb è alla

costante ricerca di infiltrati, come dipendenti o

fornitori, che possano contribuire ad attaccare le

aziende dall'interno. Questi collaboratori, motivati

da ragioni economiche, di vendetta, politiche

o ideologiche, hanno accesso a informazioni

critiche e possono indebolire le misure di

sicurezza dall’interno. Settori come la finanza, le

telecomunicazioni e la tecnologia sono i più colpiti.

In cambio di denaro, questi infiltrati ricevono

istruzioni per installare malware o sabotare i

sistemi di sicurezza.

Ma non sempre dietro c'è una motivazione

finanziaria. Il 54% dei file dannosi è stato infiltrato

tramite e-mail aperte da dipendenti senza alcun

intento malevolo.

Per combattere queste minacce, è fondamentale

che le aziende e i loro dipendenti adottino misure

preventive, come l'educazione al rischio e l'uso di

strumenti di autenticazione a più fattori.

La direttiva europea NIS2 entrerà in vigore entro

la fine del 2024.

Oltre alla necessità di strategie individuali

più solide, è di enorme importanza un quadro

normativo che promuova la cooperazione tra gli

Stati dell’UE in materia di sicurezza informatica e

rafforzi i programmi di difesa, con requisiti chiari

per la segnalazione delle violazioni della sicurezza.

La direttiva europea NIS2, che entrerà in vigore

entro la fine del 2024, avrà un impatto positivo.

La norma prevede multe fino a 10 milioni di

euro o del 2% del fatturato globale annuo per le

aziende non conformi e sanzioni personali per gli

amministratori delegati in caso di negligenza. La

NIS2 richiede alle aziende di esaminare l'intera

supply chain, di implementare solide politiche

di cybersecurity e di segnalare i problemi di

sicurezza entro 24 ore, il che costituisce un

cambiamento significativo nella cultura della

sicurezza e un profondo impatto sui bilanci e sulle

operazioni.

La complessità e l'intensità senza precedenti

degli attacchi a istituzioni, aziende e privati non

consentono soluzioni parziali. Un detto comune nel

campo della cybersecurity afferma che esistono

solo due tipi di vittime: quelle che sono già state

vittime e quelle che lo saranno.

S I N T E S I

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C A P I T O L O 1

CONTESTO DEL PANORAMA

DELLA CYBERSECURITY

9CHECK POINT SOF T WARE | SECURIT Y REPORT 2024 ITALIA

Attacchi informatici in aumento in Italia

L’Italia non è da meno, almeno per quanto riguarda la sicurezza informatica. Questo report sulle prospettive italiane ha diverse aspirazioni. Da un lato, vuole essere un’analisi della situazione, esaminando i sintomi di una malattia globale e le particolarità del nostro Paese. Ma è anche un campanello d'allarme sulla necessità di sviluppare infrastrutture di sicurezza più solide di fronte a un ambiente sempre più ostile che colpisce governi, imprese e istituzioni. Questo rapporto non solo descrive in dettaglio gli attacchi più frequenti, che stanno diventando sempre più complessi con l'emergere dell'intelligenza artificiale, ma anche le vulnerabilità rilevate nelle organizzazioni e gli strumenti disponibili per prevenire e agire in tempo reale di fronte alle minacce.

Il contesto della sicurezza informatica in Italia

L’Italia non è un'isola nel campo della cybersecurity e segue la tendenza globale registrata nel resto del mondo: più attacchi, più estesi, più intensi e più sofisticati. Il dato preoccupante è che nel nostro Paese il numero di attacchi medi settimanali è risultato costantemente superiore alla media registrata nel mondo.

ITALY 3000 2500 2000 1500 1000

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GLOBAL

CONTESTO DEL PANORAMA DELLA CYBERSECURITY

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A fine luglio 2024 le aziende e le organizzazioni hanno dovuto far fronte a 2.267 attacchi informatici in Italia, valore ben superiore alla media registrata nel mondo (1.840).

Principali Paesi da cui partono le minacce verso l’Italia (febbraio – luglio 2024)

Principali Paesi da cui partono le minacce a livello globale (febbraio – luglio 2024)

Italia

Stati Uniti

Italia

Germania

Paesi Bassi

Regno Unito

Cina

Other

18%

2% 2%

7%

7%

14%

49%

Nel mondo

Stati Uniti

Paesi Bassi

Germania

Regno Unito

Cina

Russia

Other

28%

2% 3%

4% 3%

6%

55%

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La trasformazione digitale in cui stiamo vivendo ha anche ampliato il campo di attacco, soprattutto negli ambienti endpoint e multi-cloud, dove è necessaria una migliore configurazione degli accessi per affrontare le minacce. Il 65% dei file dannosi che si sono infiltrati nelle reti italiane sono stati recapitati via e-mail, una vulnerabilità che evidenzia la necessità critica di solide misure di sicurezza in questo strumento comune. Il ransomware, sebbene la sua incidenza sia diminuita all'inizio dell'anno, è riemerso sfruttando vulnerabilità zero-day e con tattiche avanzate. Un'azienda su dieci a livello globale ha subito tentativi di ransomware nel 2023, con un aumento del 33% rispetto all'anno precedente, e i risultati di questa attività, nel 90% dei casi, sono stati esposti pubblicamente. La vulnerabilità più comune in Italia è rappresentata dall’information disclosure, un tipo di attacco mirato ad acquisire informazioni specifiche del sistema di un sito web, che ha colpito il 70% delle organizzazioni, quasi alla pari con il Remote Code Execution, ovvero quegli attacchi che consentono a un aggressore di eseguire in remoto un codice malevolo con un’incidenza del 69%. Questi dati dimostrano l'urgente necessità di una gestione diligente delle patch e di misure di sicurezza più proattive. Nonostante in Italia l’andamento dell’incidenza degli attacchi informatici segua quello del resto del mondo, si evidenzia comunque una costante crescita del gap tra la curva che rappresenta il nostro Paese rispetto alla media mondiale.

Le principali minacce nel nostro Paese stanno avendo valori più alti rispetto all’incidenza globale

ITALY 3000 2500 2000 1500 1000

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GLOBAL

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FakeUpdates downloader JavaScript noto anche come SocGholish che scrive i payload su disco prima di lanciarli e compromette il sistema attraverso molti malware aggiuntivi, tra cui GootLoader, Dridex, NetSupport, DoppelPaymer e AZORult, per esempio, è la minaccia più grande in Italia, che in primavera aveva addirittura un valore quasi doppio rispetto alla media mondiale. Il gap si sta via via riducendo. Blindingcan, trojan ad accesso remoto (RAT) di origine nord coreana, che utilizza diverse tecniche per scompattare ed eseguire una variante di Hidden Cobra RAT, è stata la seconda minaccia per i primi mesi del 2024 con valori anche 17 volte superiori all’incidenza globale. Il malware contiene funzioni integrate per le operazioni remote che forniscono varie capacità al sistema della vittima. Formbook, infostealer che colpisce il sistema operativo Windows rilevato per la prima volta nel 2016 e commercializzato come Malware as a Service (MaaS) nei forum di hacking underground per le sue forti tecniche di evasione e il prezzo relativamente basso, è sempre stata presente tra le prime quattro minacce in Italia, con valori superiori anche di tre volte l’incidenza mondiale. FormBook raccoglie le credenziali da vari browser web e screenshot, monitora e registra le sequenze di tasti e può scaricare ed eseguire file in base agli ordini del suo C&C. Asyncrat, Trojan che colpisce la piattaforma Windows e invia informazioni di sistema sul sistema preso di mira a un server remoto, è una minaccia che nel nostro Paese è stata tra le prime cinque per quattro volte nei primi sette mesi del 2024. Questo malware riceve comandi dal server per scaricare ed eseguire plugin, distruggere i processi, disinstallarsi/ aggiornarsi e catturare schermate del sistema infetto. Androxgh0st, botnet che punta alle piattaforme Windows, Mac e Linux, sfruttando diverse vulnerabilità, tra cui quelle di PHPUnit, Laravel Framework e Apache Web Server, sta prendendo sempre più rilevanza nella classifica delle minacce più importanti in Italia, arrivando al secondo posto nel periodo estivo con un’incidenza anche superiore all’1,5%. Il malware ruba informazioni sensibili come i dati dell'account Twilio, le credenziali SMTP, la chiave AWS, ecc. Utilizza i file Laravel per raccogliere le informazioni richieste. Ha diverse varianti che cercano di raccogliere informazioni diverse. Remcos. RAT rilevato per la prima volta nel 2016 e distribuito tramite documenti Microsoft Office dannosi allegati a e-mail di spam, è tornato tra le prime cinque minacce nel periodo estivo del 2024, dopo sei mesi, mostrando valori superiori alla media mondiale di 0,8%. Il malware è progettato per aggirare la protezione UAC di Windows ed eseguire il malware con privilegi di alto livello.

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TENDENZE DELLA CYBERSECURITY

IN ITALIA NEL 2024

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TENDENZE DELLA CYBERSECURITY IN ITALIA NEL 2024 L’ascesa di InfoStealer

Il Cyber Security: 2024 Annual Report presenta una panoramica completa delle vulnerabilità che definiscono le tendenze della sicurezza e la necessità di una difesa proattiva. In Italia si è registrato un importante incremento del numero di attacchi InfoStealer, software malevoli che infettano i sistemi allo scopo di rubare dati, come dimostra la costante presenza di FakeUpdates come principale minaccia informatica nel nostro Paese da molti mesi. E se a gennaio l’incidenza era sotto il 2,5%, rispetto al 3% globale, ad agosto si è registrato un notevole incremento della minaccia, che supera il 4% e la media mondiale, cresciuta di solo un paio di decimali. Si assiste anche a un'espansione della superficie di attacco che include router, apparecchiature VPN e altri dispositivi periferici che devono essere protetti con urgenza. Oltre a un aumento dell'hacktivismo (attacchi con obiettivi politici, sociali o ideologici), in cui gli Stati nazionali conducono offensive informatiche sul cloud e su altre risorse remote. In questo ambito, i principali attacchi di quest'anno saranno DDoS (Distributed Denial of Service), per disabilitare le funzioni critiche di aziende e istituzioni, e l'uso di wipers distruttivi, che cancellano o corrompono irreversibilmente i sistemi per causare danni irreparabili. Si prevede che anche la proliferazione di contenuti falsi che assomigliano a contenuti reali (deepfake) sia un'arma per influenzare l'opinione pubblica. La sofisticazione degli attacchi ha messo in luce un tallone d'Achille nel cloud, dove i criminali informatici sfruttano token di accesso rubati da sessioni autenticate per aggirare le misure di sicurezza avanzate. In questo contesto l’Intelligenza Artificiale costituisce un’ulteriore arma in mano agli aggressori, che possono sviluppare e condurre attacchi sempre più dirompenti e mirati. A questo proposito, gli attacchi di phishing saranno più difficili da rilevare grazie all'uso dell'IA per l'impersonificazione e la creazione di testi, e-mail, voci e immagini false.

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15CHECK POINT SOF T WARE | SECURIT Y REPORT 2024 ITALIA

Con la crescente diffusione del cloud, il tradizionale perimetro di rete è diventato sempre più indefinito e instabile. Spesso, l’accesso ai servizi cloud avviene al di fuori delle reti aziendali o tramite fornitori terzi, aumentando la vulnerabilità dei sistemi. Questa esposizione apre la porta a potenziali attacchi da parte di cybercriminali, che possono compromettere risorse e asset critici, come i dati sensibili dei clienti, o orchestrare attacchi ransomware. In risposta a queste nuove sfide, le strategie di difesa stanno progressivamente adottando il modello Zero Trust. Questo approccio di sicurezza informatica si fonda sul principio che l'accesso ai sistemi e alle risorse aziendali debba essere sempre verificato, autenticato e autorizzato, indipendentemente dalla provenienza della richiesta. L’idea alla base del modello Zero Trust è che nessun utente, dispositivo o applicazione sia intrinsecamente affidabile, nemmeno all'interno della rete stessa, e che ogni accesso debba essere concesso solo dopo rigorosi controlli di autenticazione e verifica. Questo cambio di paradigma offre una maggiore protezione contro le minacce moderne, riducendo significativamente il rischio di accessi non autorizzati, anche in un contesto di infrastrutture distribuite e dinamiche come quelle del cloud.

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ATTACCHI INFORMATICI

ITALIA 2024

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Attacchi settimanali per organizzazione in Italia

Educazione/Ricerca 5007

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1824

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1490

1474

1471

1185

1158

Governo/Militare

Comunicazione

Trasporti

Finance/Banking

Consulenza

Healthcare

Manufacturing

Software vendor

Vendita al dettaglio/all’ingrosso

ATTACCHI INFORMATICI Italia 2024 I settori più colpiti negli ultimi sei mesi

I settori maggiormente presi di mira in Italia sono stati l’Istruzione/Ricerca, Governo/ Militare e la Comunicazione.

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Attacchi settimanali per organizzazione in Italia

Educazione/Ricerca 3293

2160

2056

1909

1585

1469

1444

1441

1411

1334

Governo/Militare

Comunicazione

Finance/Banking

Consulenza

Healthcare

Vendita hardware

Servizi di pubblica utilità

Vendita software

Vendita al dettaglio/all’ingrosso

Tra le principali minacce e attacchi negli ultimi mesi in Italia figurano: Il gruppo ransomware Medusa ha rubato circa 400GB di dati appartenenti a 9 aziende in un attacco contro un provider italiano di servizi cloud. L'attacco ha portato all'esposizione di informazioni sensibili, tra cui documenti di identificazione personale, atti notarili, contratti di vendita e altro. I ricercatori hanno, inoltre, scoperto una campagna di phishing su larga scala che mira a raccogliere le credenziali di Zimbra, prendendo di mira piccole e medie imprese ed enti governativi in tutto il mondo. Il maggior numero di vittime della campagna si trova in Polonia, Ecuador, Messico, Italia e Russia. Due importanti case automobilistiche, Hyundai e Toyota, hanno reso note importanti violazioni di dati. Sono stati colpiti i proprietari di auto Hyundai in Italia e in Francia, oltre alle persone che hanno prenotato un test drive. I dati trapelati consistono in informazioni personali dei clienti, tra cui e-mail, indirizzi, numeri di telefono e numeri di telaio dei veicoli. La casa automobilistica giapponese Toyota ha confermato che la violazione da parte sua ha esposto una grande quantità di informazioni sensibili, tra cui token API per l'azienda di software Mapbox e credenziali per la piattaforma di marketing digitale Salesforce Marketing Cloud, che potevano essere utilizzate per raggiungere i clienti dell'azienda.

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GOVERNI E ISTITUZIONI PUBBLICHE

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GOVERNI E ISTITUZIONI PUBBLICHE Gli Stati come bersaglio dei principali attacchi informatici

I governi e le istituzioni sono un bersaglio primario per i criminali informatici, in quanto obiettivi principali della guerra informatica, del cyberspionaggio e dell'hacktivismo. Nei conflitti militari odierni, gli attacchi informatici mirano a interrompere le capacità e a turbare la vita dei cittadini, mentre il cyberspionaggio consente agli attori statali di rubare informazioni critiche. L'hacktivismo attacca invece le organizzazioni per scopi ideologici. Le principali minacce che devono affrontare sono le violazioni dei dati, il ransomware, le infezioni da malware, gli attacchi DDoS e di phishing. Questi attacchi possono deturpare siti web, far trapelare dati e interrompere operazioni critiche per i cittadini. I fornitori di servizi sono una via comune. Un attacco ransomware a Tyler Technologies, un fornitore di terze parti del Dipartimento delle Assicurazioni, dei Titoli e delle Banche (DISB) di Washington ha, per esempio, provocato una grave violazione dei dati. L'incidente ha interrotto le operazioni dell'agenzia e l'aggressore, LockBit, ha minacciato di divulgare 1 GB degli 800 GB di dati presumibilmente rubati per spingere l'agenzia a pagare il riscatto. Cherry Health, un fornitore di servizi sanitari con sede nel Michigan, ha subito un grave attacco ransomware che ha compromesso le sue attività. L'attacco ha crittografato dati vitali e interrotto i servizi clinici, costringendo l'organizzazione a tornare alle operazioni manuali. La portata della violazione dei dati ha interessato almeno 185.000 persone. Per proteggersi, i governi hanno bisogno di soluzioni di sicurezza complete. L'architettura di sicurezza deve abbracciare più domini, identificare gli asset critici, valutare i rischi, integrare le soluzioni nell'infrastruttura esistente, gestire i budget e rispettare le normative. La formazione degli utenti e la valutazione continua della sicurezza sono essenziali.

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INTELLIGENZA ARTIFICIALE

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INTELLIGENZA ARTIFICIALE L'impatto dell'IA sulla sicurezza informatica L'intelligenza artificiale ha fatto irruzione in tutti i campi e, ovviamente, anche nella cybersecurity. La sua presenza favorisce da una parte gli attacchi ma dall’altra consente anche di sviluppare difese più sofisticate, immediate ed efficaci. Per questo secondo aspetto, la piattaforma Infinity di Check Point presenta gli sviluppi più avanzati: Dal 2023, gli strumenti di intelligenza artificiale generativa sono stati utilizzati per scopi malevoli, tra cui la creazione di malware e lo sviluppo di tattiche di social engineering. L'uso dell'intelligenza artificiale generativa è particolarmente sensibile in periodi elettorali come quelli che stiamo vivendo. Nel contesto politico, i deepfake rappresentano una sfida significativa ai sistemi democratici. Voci e video falsi possono essere utilizzati per diffamare i politici, minando l'integrità e la trasparenza del processo elettorale. Secondo Check Point Research, l'accessibilità e la sofisticazione della tecnologia deepfake hanno permesso di individuare materiale generato per la manipolazione e la disinformazione in un terzo delle campagne elettorali analizzate. Per preservare l'integrità elettorale, è essenziale implementare misure legislative e tecnologiche contro la disinformazione, nonché promuovere la collaborazione tra fornitori di IA, autorità di regolamentazione, media e società in generale. Sono stati identificati tre diversi modi di generare deepfake: lip-syncing, lip-syncing con sostituzione del volto e doppiaggio della voce. I criminali informatici clonano in modo convincente una voce con soli tre secondi di audio e per meno di due euro. Secondo gli studi di Check Point Research la sincronizzazione labiale costa poco meno di 100 euro per 30 secondi di contenuto, e se si aggiunge la sostituzione del volto il prezzo sale ai 150 euro per 30 secondi. Con queste tecniche di intelligenza artificiale, vengono ricreati messaggi fuorvianti, imitando accuratamente il tono e la cadenza vocale dei leader aziendali, minacciando la reputazione aziendale o la stabilità finanziaria della società. Per quanto riguarda l’ambiente pubblico vengono utilizzate anche per destabilizzare le democrazie e minare la fiducia del pubblico.

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La Commissione europea ha avvertito della presenza di minacce e di attacchi ibridi sempre più complessi e sofisticati e dell'aumento dei tentativi di interferenze straniere in un anno elettorale, in cui si sono tenute le elezioni europee oltre alle legislative in Francia. Negli Stati Uniti, sono state registrate telefonate automatizzate dove l'intelligenza artificiale è stata utilizzata per imitare la voce del Presidente Joe Biden, consigliando agli elettori di non partecipare alle primarie per ridurre l'affluenza alle urne con mezzi ingannevoli. In Pakistan, la voce generata dall'intelligenza artificiale è stata utilizzata per trasmettere una campagna di Imran Khan, incarcerato, con messaggi scritti da lui e riprodotti in file audio che imitavano la sua voce.

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DIGITALIZZAZIONE DELLE AZIENDE E SICUREZZA NEL CLOUD Gli attacchi nel cloud sono in aumento

Il mondo delle imprese ha una sola strada da percorrere: la digitalizzazione. Questa tendenza può moltiplicare i rendimenti, ma allo stesso tempo amplia il campo d'azione delle minacce alla sicurezza informatica. Più della metà delle aziende (65%) spenderà quasi 9 euro su 100 in tecnologie informatiche (IT), cybersicurezza e intelligenza artificiale generativa. Questo è un chiaro indicatore di un significativo e rapido sviluppo delle iniziative digitali. Le aziende devono affrontare una sfida importante: gli attacchi nel cloud sono in aumento e solo il 4% è in grado di gestire facilmente i rischi. Gli incidenti di sicurezza nel cloud sono aumentati del 154%, passando dal 24% del 2023 al 61% del 2024.

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Questa crescita è accompagnata da una preoccupazione. Un rapporto, basato su un'indagine condotta su oltre 813 professionisti della cybersecurity e parte del Cloud Security Report 2024, rivela che il 96% degli intervistati è preoccupato per la propria capacità di gestire efficacemente i rischi nel cloud e il 91% teme la crescita di nuovi e più complessi attacchi informatici, come gli attacchi zero-day e altri rischi sconosciuti che gli strumenti tradizionali non sono in grado di rilevare. Nonostante i vantaggi dell'infrastruttura cloud, una protezione efficace rimane una sfida a causa degli errori di configurazione, che interessano il 59% degli intervistati, e delle difficoltà nel gestire l'accesso a più soluzioni di sicurezza. Il 90% degli intervistati preferisce un'unica piattaforma di sicurezza cloud per semplificare la gestione. A febbraio 2024 il Consiglio dei ministri italiano ha approvato un decreto legge che prevede importanti investimenti nei settori della digitalizzazione e della cyber security, con l’obiettivo di colmare il divario nell’ambito dell’AI e di rafforzare le difese, favorire lo sviluppo di tecnologie avanzate, promuovere l’innovazione e consolidare la presenza dell’Italia nel panorama delle tecnologie emergenti. Attraverso un Fondo Venture Capital dedicato alla transizione digitale, la dotazione finanziaria è di 300 milioni di euro per un investimento complessivo di 700 milioni di euro, con il principale obiettivo di agevolare la transizione digitale delle filiere e delle piccole e medie imprese mediante progetti innovativi nei settori chiave, tra cui intelligenza artificiale, cloud, Industria 4.0, cybersicurezza, fintech, sanità, blockchain e altri ambiti della transizione digitale. Inoltre, si progetta di istituire un veicolo di investimento specifico per l’intelligenza artificiale, gestito congiuntamente da AgID, ACN e il Fondo Nazionale Innovazione di Cassa Depositi e Prestiti, supportato da un finanziamento sostanziale pari a 800 milioni di euro. L’AgID, coinvolta attivamente nella trasformazione digitale degli uffici pubblici e nella definizione delle strategie informatiche nazionali, emerge come scelta per coordinare l’attuazione dell’AI Act nel contesto italiano.

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ATTACCO ARRIVA DALL’INTERNO

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UN NUOVO VETTORE DI ATTACCO ARRIVA DALL’INTERNO DELLE AZIENDE Settore finanziario, delle telecomunicazioni o tecnologico: i più attaccati

I criminali informatici cercano anche nel Dark Web alleati che li aiutino ad attaccare le aziende dall'interno. Esistono, infatti, decine di annunci di realtà russe o della Comunità degli Stati Indipendenti sul Dark Web alla ricerca di alleati per entrare nei sistemi aziendali e poterli così attaccare. Gli infiltrati possono essere dipendenti, fornitori o lavoratori di aziende partner che hanno accesso a informazioni critiche e possono indebolire le misure di sicurezza dall'interno. Le loro motivazioni vanno dal guadagno economico, alla vendetta, a ragioni politiche o ideologiche. I settori finanziari, delle telecomunicazioni o della tecnologia sono i più bersagliati. In cambio di denaro, nella maggior parte dei casi, gli infiltrati diventano collaboratori necessari dei criminali, che insegnano loro come installare malware o sabotare i sistemi di sicurezza in vari modi. Anche i dipendenti non criminali possono essere una porta d'accesso inconsapevole al crimine informatico, come dimostra il fatto che il 65% dei file dannosi che si sono infiltrati nelle reti italiane sono stati distribuiti via e-mail. Per combattere queste minacce crescenti, sia le aziende che i loro dipendenti devono adottare misure proattive e preventive, come la formazione del personale sull'identificazione e la mitigazione dei rischi potenziali o l'implementazione di strumenti di autenticazione a più fattori per impedire l'accesso non autorizzato a sistemi e dati sensibili.

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IMPATTO DEL REGOLAMENTO NIS2 La direttiva avrà un impatto positivo sull'Europa

I criminali informatici cercano anche nel Dark Web alleati che li aiutino ad attaccare le aziende dall'interno. Esistono, infatti, decine di annunci di realtà russe o della Comunità degli Stati Indipendenti sul Dark Web alla ricerca di alleati per entrare nei sistemi aziendali e poterli così attaccare. Oltre alla necessità di strategie individuali più solide, è necessario un quadro normativo per promuovere la cooperazione tra gli Stati membri in materia di cybersicurezza e rafforzare i programmi di difesa, con requisiti più severi e chiari per la segnalazione delle violazioni della sicurezza. La direttiva europea NIS2, una volta implementata nella legislazione nazionale e in vigore entro la fine del 2024, avrà un impatto positivo. La rete CyCLONe (European Cyber Crises Liaison Organisation Network) contribuirà a coordinare la divulgazione di nuove vulnerabilità, così come la EU CSIRTs Network, rafforzata dalla nuova direttiva per la creazione di fiducia e una cooperazione operativa rapida ed efficace. I suoi membri sono le squadre nazionali di risposta agli incidenti di sicurezza informatica, che si scambieranno informazioni almeno una volta ogni 18 mesi. Un altro aspetto importante è la separazione dei ruoli del CISO (Chief Information Security Officer), che diventerà un consulente del management, e del DPO (Data Protection Officer), che controllerà la conformità alle norme sulla protezione dei dati (GDPR). L'implementazione della NIS2 richiede alle aziende di esaminare l'intera catena di fornitura e di dotarsi di solide politiche di cybersecurity, comprese le misure tecniche e la formazione in materia di sicurezza. Inoltre, le aziende devono segnalare alle autorità qualsiasi problema di sicurezza entro 24 ore. La NIS2 rappresenta un cambiamento significativo nella cultura della sicurezza delle aziende e avrà un impatto profondo sui loro bilanci e sulle loro operazioni, pertanto si raccomanda di condurre un'analisi dei rischi e di valutare la situazione attuale prima dell'implementazione. L’Italia deve recepire la direttiva NIS2 nel proprio ordinamento nazionale entro il 17 ottobre 2024 adattandola ai propri contesti nazionali, purché rispettino gli obiettivi e i requisiti minimi fissati dalla direttiva stessa. L’implementazione della norma all’interno dei singoli Paesi può avvenire con una certa flessibilità. Ogni Paese potrà così decidere come raggiungere gli obiettivi indicati, introducendo misure più severe o specifiche in base alle esigenze del proprio contesto nazionale.

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Le aziende che non si conformano ai requisiti del NIS2 potrebbero incorrere in multe e sanzioni simili a quelle del GDPR, e la responsabilità ricadrà sia sulle organizzazioni che sui loro CEO. Il regolamento prevede multe per violazioni della sicurezza, che possono arrivare fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato globale annuo, e persino, in caso di gestione negligente, sanzioni personali, compreso il licenziamento dei responsabili. Gli Stati membri dell'UE determineranno la severità delle sanzioni, che dovranno essere efficaci, proporzionate e dissuasive. La Direttiva NIS2 prevede alcune eccezioni significative riguardo la sua applicazione. In particolare, essa non si applica agli enti della PA che operano in settori cruciali quali la sicurezza nazionale, la pubblica sicurezza, la difesa, e le attività legate al contrasto, alla prevenzione, alle indagini, all’accertamento e al perseguimento dei reati, come specificato nell’articolo 2, paragrafo 7.

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LE SOLUZIONI DI CHECK POINT

PER COMBATTERE LE MINACCE

INFORMATICHE

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LE SOLUZIONI DI CHECK POINT PER COMBATTERE LE MINACCE INFORMATICHE Check Point Software si impegna a salvaguardare l'integrità di organizzazioni e individui, proteggendoli dagli attacchi sempre più sofisticati dei cyber criminali, mettendo a loro disposizione una vasta serie di soluzioni e sfruttando la potenza dell'Intelligenza Artificiale. Check Point Software ha definito l'interoperabilità nella cybersecurity e guida il settore nell'adozione di standard aperti, con molteplici library API (Application Programming Interface) e repository Git (archivio virtuale del progetto), compatibili con strumenti di terze parti e formati aperti. In Italia, dove gli attacchi informatici stanno diventando sempre più frequenti e sofisticati, soluzioni complete come Check Point Infinity Platform sono fondamentali. Con l'allarmante aumento degli attacchi ransomware, dell'hacktivism e di altre minacce, le aziende e i governi si trovano ad affrontare importanti sfide di cybersecurity. È in questo scenario che la piattaforma Check Point Infinity Platform emerge come strumento fondamentale per proteggere gli asset digitali e garantire la sicurezza in un ambiente sempre più ostile. Check Point Infinity Platform si adatta a tutte le esigenze e fornisce l'accesso all'intera gamma di soluzioni, servizi e programmi di supporto di Check Point con risorse pronte per l'uso. La piattaforma si adatta alle organizzazioni per sviluppare una struttura su misura per le proprie esigenze, ottimizzando gli investimenti e riducendo i costi della sicurezza e offre soluzioni di protezione immediata per tutti gli ambienti di lavoro e soluzioni collaborative: • Check Point Quantum per la rete per una prevenzione dalle minacce basata sull'intelligenza artificiale per proteggere le reti mesh, compresi il data center, il perimetro, le filiali e gli utenti remoti. • Check Point Cloud Guard per il cloud per avere sicurezza con un approccio di prevenzione dal codice al cloud. • Check Point Harmony per lo spazio di lavoro per una sicurezza completa dello spazio di lavoro, compresi endpoint, dispositivi mobili, e-mail e applicazioni SaaS.

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• Check Point Infinity Core Services - Operazioni e servizi di sicurezza collaborativi per operazioni di sicurezza, Extended Prevention and Response (XDR), ThreatCloud AI e Infinity AI Copilot, supportati dai servizi di sicurezza gestita, consulenza e formazione di Check Point Software 24/7. Infinity Platform utilizza l'intelligenza artificiale per anticipare e prevenire in tempo reale i rischi in tutti i punti e servizi, dai data center proprietari al cloud, a Internet, a tutti i dispositivi connessi (endpoint), al mobile o a qualsiasi elemento dell'Internet of Things (IoT). La piattaforma di Check Point Software è stata valutata da Miercom come la migliore nella prevenzione degli attacchi sconosciuti (99,8%) e del phishing (100%), oltre che come "leader nelle soluzioni di piattaforma zero trust con un'esperienza utente e un'efficacia di sicurezza senza pari". Infinity ThreatCloud AI, con oltre 50 motori AI per la prevenzione in tempo reale che consente di bloccare miliardi di attacchi all'anno. Infinity AI Copilot per l'automazione e l'interazione intelligente con l'intelligenza generativa che accelera la gestione della sicurezza fino al 90%. Infinity Playblocks e Infinity XDR, che identificano e contengono rapidamente gli attacchi sofisticati per automatizzare la riparazione e la risposta.

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